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Domenico La Grotteria

 
     

GEMINI

cm. 30x30, carta, cartoncino, fotocopie, carboncino, tempera, gessi.

Il lavoro è una ricerca sull’identità, sviluppata attraverso le immagini. Sono contrapposte due serie di immagini, quelle di alcuni abitanti originari dell’Australia e quelle di alcuni emigranti che lavorano come minatori e del loro immaginario. Simboleggiato per l’immaginario degli abitanti originari dal disegno rupestre di una foglia. Foglia che si ricollega all’immaginario collettivo dell’occidente del foglio, della carta, che nella sezione degli emigranti è rappresentata dal foglio di pubblicità di una nave, la nave Ancona, famosa per un naufragio che è rimasto memorabile nella storia della migrazione australiana.
I personaggi delle fotografie sono ripresi nella stessa posizione. Entrambi hanno dei miti, anche se opposti, entrambi affidano alle immagini i loro sentimenti più segreti, trasferendo a queste, alla loro capacità di veicolare significati, un potere che è all’interno dell’uomo, ontologico, strutturale e che aspetta di essere sviluppato come strumento di unione e non divisione.
Gemini, perché i fratelli gemelli Castore e Polluce uniti ma diversi, condividono il loro destino da immortali e da umani, scambiandosi i ruoli a turno per premettere di godere entrambe le nature. I due gruppi sono anche loro legati, gli uni fisicamente da catene ai loro carcerieri e gli altri al loro lavoro, gli uni vivono nella luce del deserto, della natura, gli altri al buio delle miniere. La tragedia è che lo scambio non viene fatto con amore ma con dolore, si scambiano i ruoli e invece di mettere in comune l’ambiente, di condividerlo, lo rubano.
La bilancia pende nettamente in favore degli abitanti originari, che sono i fratelli derubati della loro identità.Questa identità è segreta, deve essere elaborata intimamente, non può essere ceduta alle macchine fotografiche nè alla colonizzazione culturale, quindi il mito del divieto di rappresentazione della persona umana e della sacralità della rappresentazione del divino, che si trova in tante religioni occidentali.
Mentre i fratelli occidentali umani, perché separati dalla loro natura divina, non solo si mettono in mostra, ma di questo ne fanno il tema centrale della affermazione o della formazione della identità. Mostrarsi, farsi vedere, farsi ritrarre nelle occasioni più significative, quando per esempio si è raggiunto l’obbiettivo della terra promessa, dove la prigionia del lavoro non è privazione ma liberazione dalle catene della indigenza, della morte, arrivo nell’utopia.
La foglia e il foglio, la carta e la pietra sono gli strumenti con cui parlare, con cui segnare le emozioni, i pensieri, le preghiere, il contatto con il mondo sia del soprannaturale che del materiale, e i sogni dell’utopia sono a volte ingannatori bisogna ripeterli metterli sotto esame, cantarli per far sì che rimangano.
Entrambi i lavori sono fotocopie di fotografie, incollati su buste di lettere commerciali, che riprendono il tema del viaggio e della impossibilità di rifare il reale, dell’opera d’arte come differente dalla realtà. Che non la riproduce, ma ne dà solo traccia.

Contatti
La Grotteria Domenico Via Tintoretto 17 10131 Torino
ITALIA Tel 33384536741
Testo07@libero.it
lagrotteria.domenico@gmail

Prezzi
750 euro. Opera non divisibile.

Domenico (Mimmo) La Grotteria
Domenico (Mimmo) La Grotteria da qualche anno è impegnato nel racconto di una storia animata da personaggi che abitano la periferia di una medesima e riconoscibile città. Pur evocando le narrazioni popolari, si tratta, però, di una storia senza parole, ovvero di un racconto che si affida solo alle figure che emergono, e qualche volta scompaiono, nei disegni veloci e a volte incompiuti. Volti e persone si confondono in un fluire incerto e mutevole di segni. Ha collaborato con gallerie d'arte contemporanea occupandosi dell'organizzazione e dell'allestimento di mostre ed eventi. Negli ultimi anni conduce un progetto di ricerca sul rapporto tra arte e tematiche sociali. Tra le mostre recenti: Non di solo pane, Progetto Maionese, Galleria En Plain Air, Pinerolo Torino 2002; Diwan, Galleria Midbar, Torino 2004; Diwan 2, Progetto ASAI; Abitare il confine Finestrelle (To) 2006; A World Apart, Galleria En Plein Air, Pinerolo Torino 2007; Imagined Australia Monash University Prato 2007; Estetica e Stato dell’arte, Spazzi Torino 2007.

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